ORTA NOVA, MEMORABILE CONCLUSIONE DELLA SETTIMANA DELLA CULTURA 2017

 

 

 

 

 

 

VIDEO YOUTUBE DELLA SERATA FINALE DI PREMIAZIONE

 

ARTICOLO GIORNALISTICO 

… E siamo a dieci. Tante sono ad oggi le edizioni della “Settimana della Cultura” ortese che, dopo dieci anni, continua a mietere notevole successo e ad avere vasta risonanza anche fuori dai confini ortesi, ponendosi sempre più come un prestigioso presidio culturale per l’intero territorio dei Cinque Reali Siti” e – perché no?- per l’intera Provincia di Foggia.

Grazie agli importanti eventi culturali realizzati a far data dal lontano 2007 e soprattutto alla notevole capacità inventiva ed organizzativa del fondatore rag. Annito Di Pietro, vero e proprio “deus ex-machina” della manifestazione settembrina, la “Settimana della Cultura” è diventata una straordinaria vetrina, in cui molti aspirano ad essere presenti con le loro opere e le loro produzioni: una sorta di agorà culturale, luogo dell’incontro e del dibattito, di platea aperta in cui trovano ospitalità tutti coloro che abbiano qualcosa da dire o che vogliano fare
o vivere la cultura quale unica possibilità non solo di arricchimento interiore, ma anche come preziosa occasione di sviluppo sociale ed economico.

Di tutto questo si nutre il “sogno”del patron Annito Di Pietro che, a dispetto dell’età che inesorabilmente avanza,
continua a proporre, a suggerire, ad organizzare, a stimolare, a progettare, ad incitare, a sollecitare e a seminare germi di cultura, nella consapevolezza che senza cultura non si va da alcuna parte e soprattutto non si costruisce quel mondo migliore al quale egli anela con giovanile entusiasmo assieme ai componenti del suo operoso e fattivo staff.

Quest’anno, in particolare Annito è riuscito a “regalare” al pubblico, accorso in gran numero in tutte le serate presso il Palazzo ex-Gesuitico, abbellito per la circostanza da opere di pittori del territorio che ha ssistito ad un variegato ed articolato programma di eventi socioculturali.

Poesia in dialetto e in italiano, libri, arte, musica, canto, sport, accanto al dibattito politico e sociale della penultima serata e alla consegna del prestigioso premio intitolato a “Donna Carolina Pugliese”, hanno costituito così la trama dell’intera kermesse, ponendosi come tanti tasselli di un mosaico che hanno consentito agli intervenuti di intraprendere, sera dopo sera, un viaggio contaminante tra i multiformi sentieri della creatività letteraria
ed artistica della Capitanata, e non solo.

Una vera e propria cavalcata, che ha avuto un esordio di tutto rispetto, lunedì 18 settembre 2017: in linea, infatti, con i convegni celebrati in tutta Italia dall’ANPOSDI per merito dell’infaticabile Presidente, Mimmo Staltari, anche Ortanova, nella prima serata, ha dato vita ad un importante recital di poesie in dialetto declamate da poeti garganici, coordinati da Franco Ferrara di Apricena, e della Daunia, dopo la dotta ed interessante relazione introduttiva, tenuta dallo studioso Angelo Capozzi, capace di galvanizzare l’uditorio vuoi per la sua profonda conoscenza della storia del territorio vuoi per la sua grande capacità affabulatoria.

Degno corollario della serata, presieduta dal presidente dell’Avis ortese, Domenico P. Sinisi, e moderata dal giornalista Duilio Paiano di Foggia: è stato il mix di canti e balli del Gargano, curati dal gruppo folkloristico “Cala la sera” proveniente da S. Giovanni Rotondo.

Il giorno dopo, martedì 19 settembre 2017, dopo i saluti introduttivi del Presidente della “Misericordia” di Ortanova, Rino Cassotta, il quale ha descritto a grandi linee l’attività dell’associazione da lui presieduta, e quelli dell’assessora Antonella Di Stasio con Rosaria Spezzati che, con competenza professionale e acume critico, ha presentato il romanzo-verità “Son’ io, Marina” di Michele Sisbarra, architetto prestato con successo alla letteratura.

Un libro davvero interessante, che è ascrivibile alla tradizione del romanzo di formazione  e che risulta incentrato sulla storia vera di una donna, Marina, appunto, fragile e complessa ad un tempo che, dopo una fase di rivolta, di caos, di ribellione contro i genitori, la mentalità e la società del tempo (fine anni ’60 – inizi anni ’70) perviene alla conquista di una personalità più complessa ed articolata, in virtù degli eventi che hanno segnato la sua esistenza: un romanzo calibrato sui sentimenti più profondi e sui grandi temi dell’esistenza, come l’amore, il tempo che
scorre e la morte. In chiusura la degustazione di prodotti locali offerti dalla Pro loco di Ascoli Satriano.

Nella terza serata, quella di mercoledì 20 settembre 2017, presieduta dall’Associazione “Social Service” nella persona del dinamico Gerardo Consagro, ha trovato accoglienza, dopo i saluti dell’assessore, Antonio Attino, l’appuntamento annuale con Rocchina Morgese che, tramite Rina Di Giorgio Cavaliere, curatrice anche della presentazione scritta della nuova silloge intitolata “Narro … per poetare”, ancora una volta ha accompagnato il lettore nel suo universo poetico e narrativo, incentrato da un lato sulla nostalgia per un mondo che non c’è più, intessuto di valori come la famiglia, l’onestà, il lavoro, la solidarietà, l’impegno educativo, l’amore, la fede, dall’altro sulla memoria del passato, dolorosa e vivifica ad un tempo, perché da essa la poetessa ortese di adozione
trae l’energia per sentirsi contemporanea e proiettata verso la speranza e il divenire.

Particolarmente piacevole anche la seconda parte dell’evento, quella riservata alla lettura, segnata dall’ intensa voce di Franco Panariello, versatile attore foggiano, e dalla vis interpretativa di Maria Rosaria Vero di Vico del Gargano, attrice, autrice teatrale e poetessa, oltre che rallegrata dalla bella voce di Rossella Tarateta, accompagnata alla tastiera dal pianista Mimmo Trattosa. Poi è stato il turno di Franco Luce che, nella quarta serata di giovedì 21 settembre 2017, presieduta dalle Associazioni “Carabinieri d’Italia” con il vicepresidente Franco Russo) e le “Guardie ambientali” con il Presidente Domenico Sgaramella, e moderata da Francesco Gasbarro, giornalista, dopo i saluti e le riflessioni dell’assessore Alessandro Paglialonga, ha con fine sensibilità presentato il libro “Musafir” (in arabo significa “viaggiatore, viandante”) di Rosario Simone: viaggiatore ortese, anche se ormai toscano di adozione, figlio di Giuseppe, Vicesindaco democristiano di Orta Nova negli anni ’60 del secolo scorso, innervato nella narrazione dei viaggi compiuti dall’autore in Medio Oriente e Nord Africa tra il 1980 e i primi anni ’90.

Un racconto avvincente che, generato dalla passione dell’autore per i viaggi intesi quali possibilità di conoscenza
e di ampliamento di orizzonti, si è trasformato in itinere in una sorta di osservatorio privilegiato sui popoli incontrati, sulle loro consuetudini e sui loro costumi, oltre che in una preziosa opportunità per comprendere il mondo arabo e quanto sta accadendo oggi nel Mediterraneo; la serata si è conclusa con l’esibizione violinistica di Lorenzo Ciuffreda.

Ha chiuso la prima parte della “Settimana della Cultura”, nella serata di venerdì 22 settembre 2017, presieduta dal dinamico e poliedrico Saverio Pandiscia, Presidente dell’ Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra, e dedicata ad Antonio Ventura di Foggia, storico e studioso del territorio, autore del libro “I Reali Siti del Tavoliere”,
un’importante ricerca bibliografico–documentaria locale: si tratta di un volume che si configura come dono per l’intero comprensorio dei “Reali Siti”, un vero e proprio regalo dell’autore che, sulla scorta della sua ampia
esperienza di studioso del territorio, fornisce al lettore importanti segnalazioni documentarie e librarie ed opportuni contributi letterari.

Conclusa la prima parte della manifestazione, sabato 23 settembre 2017 si è dato inizio alla seconda, costituita da un dittico di appuntamenti significativi che hanno costituito l’altra metà del “sogno” di Annito Di Pietro, quella che fa
riferimento ad una concezione della cultura non paludata ed immobile, ma strettamente collegata al concetto della polis e della condivisione di tutto ciò che la riguarda: in questa direzione la cultura non può ovviamente chiudersi
in uno sdegnoso isolamento rispetto ai problemi che si agitano nel contesto sociale, ma deve essere in grado
di suggerire, proporre ed elaborare effettive proposte di cambiamento.

In quest’ humus si è radicato l’incontro-dibattito di sabato 23 settembre 2017 dedicato al tema de “L’acqua in Agricoltura” e moderato dal giornalista Filippo Santigliano, caporedattore de “La Gazzetta del Mezzogiorno” di Capitanata: un convegno interessante su un problema particolarmente complesso e delicato che ha visto la partecipazione, oltreché dell’assessore comunale all’agricoltura, Alessandro Paglialonga, di sindacalisti come Sebastiano Troito (Cisl), di esponenti di categorie professionali del mondo agricolo, Onofrio Giuliani, Presidente della Confagricoltura e del G.A.L. Basso Tavoliere, di Gerardo Torchiarella, Presidente Coldiretti dei Cinque Reali Siti, di studiosi come Michele Rinaldi, ricercatore CREA di Foggia, di esperti e tecnici come Giuseppe D’Arcangelo, studioso del territorio, di Luigi Nardella, direttore Area agricoltura del Consorzio di Bonifica di Foggia.

Un ventaglio di interventi qualificati orientati a far comprendere come in agricoltura non ci sia né tempo né
spazio per rincorrere nuovi invasi e nuove infrastrutture, vedi la diga sul Carapelle, alla luce della complessità delle procedure che richiedono tempi lunghissimi e soprattutto degli alti costi non più sopportabili per gli
Enti che devono decidere (Regioni, Stato, Europa), ma solo esiste la necessità di ottimizzare al massimo le risorse idriche esistenti del territorio dei Cinque Reali Siti, evitando gli sprechi e utilizzando al meglio le acque reflue,
con l’occhio rivolto ai bisogni reali delle piante e delle loro varietà: un tema vitale, quindi, per l’agricoltura territoriale,
snobbato dalla politica, in tutt’altre faccende affaccendata, come direbbe il poeta toscano Giuseppe Giusti.

Un gioioso epilogo della serata si è avuto, poi, con la musica del quartetto d’archi “Friends and music”, coordinato da
Lorenzo Ciuffreda, assieme alla presentazione dell’ ASD Atletico di Ortanova ad opera del vulcanico Luca Caporale; con la degustazione di prodotti enogastronomici, ascolani ed ortesi, curata da Gerardo Consagro, della Social Service
e dal Presidente della Pro loco di Ascoli Satriano, Romeo Acquaviva.

La chiusura della rassegna ortese avvenuta domenica 24 settembre 2017, alle ore 20.00, si è tenuta nella piazza antistante il Palazzo ex-Gesuitico, come il convegno di sabato, si è trasformata in una vera e propria festa di paese, allietata nella prima parte dal complesso musicale degli “Athenium” e nella parte finale dai “Turbo” (Cover band di Vasco Rossi).

Al centro la consegna del trofeo “Donna Carolina Pugliese” alle personalità del territorio dei Cinque Reali Siti e di Ascoli Satriano, che si sono fatte apprezzare per professionalità, competenza e merito, non solo fuori dai confini municipali ma anche intra moenia, in un qualunque àmbito della vita associata. Un appuntamento divenuto ormai canonico nell’economia della rassegna ortese e, vorrei dire, vero e proprio fiore all’occhiello dell’intera Kermesse: sotto la scoppiettante conduzione di Luigi Ferrazzano di Stornarella e di Sonia Antolino di Ascoli Satriano, infatti,
presentati l’uno dopo l’altro da Luigi Battaglini, sono stati premiate ben sette eccellenze del territorio.

Don Cesidio Cordisco di Orta Nova, alla memoria, sacerdote molto amato dalla comunità ortese, come ha sottolineato il sindaco Dino Tarantino nel momento di consegnare l’ambito premio nelle mani della sorella Maria; Giuseppe Luciano di Carapelle, premiato per le sue capacità imprenditoriali dalla sindaca Serafina Stella, quale
presidente dell’ Unione dei Comuni dei 5 Reali Siti, alla presenza di Umberto di Michele, consigliere comunale di Carapelle;  Leone De Luca di Ordona, primo sindaco di Ordona autonoma. E ancora Nicola Sardone, medico di Stornara, alla memoria, per la sua straordinaria sensibilità legata alla professione e al suo modo di essere; Barbara Mandriani di Stornara, biologa e promessa delle scienze biomolecolari: l’uno e l’altra “raccontati” dalla consigliera
comunale di Stornara, Adriana Russo che ha consegnato il trofeo, nel primo caso, nelle mani delle figlie Anna Luce e Maria Giulia, nel secondo in quelle della giovanissima biologa.

Poi è stato il turno di Francesco di Gennaro di Stornarella, giovane professionista e medico brillante, premiato dal sindaco Massimo Colia e dall’assessore Brigida Cifaldi, in modo particolare per il suo impegno a favore dell’Africa; infine, è stato ricordato Antonio Cocozzello (Ascoli Satriano), medico, per la sua disponibilità umana e professionale
a favore soprattutto dei più deboli, come ha riconosciuto il sindaco di Ascoli Satriano, Vincenzo Sarcone, consegnando il premio alla memoria, nelle mani del figlio, anch’egli medico come il defunto padre.

Nella tarda serata si è chiusa così la decima edizione della “Settimana della cultura” che, rispetto a quelle
passate, si è snodata con una marcia in più, vuoi per il pregio degli eventi proposti, vuoi per la qualità delle personalità intervenute vuoi per la straordinaria rete di collaborazioni create tra le diverse associazioni
e con la presidenza de “L’Ortese”: un vero e proprio successo, dunque, per Annito di Pietro e per l’Amministrazione Comunale di Orta Nova, che hanno dimostrato a chiare lettere che tutto è possibile quando si sta insieme
e si rema nella stessa direzione.

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