E’ morto Peter Maglio, il re della canzone italiana e napoletana… dimenticato: ecco chi era

peter-maglioQuando si è presentato con il nome d’arte, Peter Maglio, la prima frase piena di sconforto che ho sentito uscire dalla sua bocca è stata: “Orta Nova mi ha illuso, negandomi la possibilità di esibirmi e far capire ai miei concittadini che la musica è un’arte che parte dal cuore”.

E’ a questo punto che ho voluto appassionarmi alla sua peculiare e sorprendente storia. Si legge a malapena sull’ingiallito documento di riconoscimento il suo vero nome, Pietro Lomaglio, nato a Orta Nova l’1 Gennaio 1921.

Oggi in quasi tutto il mondo le sue canzoni sono ancora tanto apprezzate; invece ad Orta Nova tutti lo ignorano.

Da come Peter paragona la sua storia ad un “romanzo”, si può ben capire con quanta passione e tenacia abbia voluto fare della sua vita una vera e autentica opera d’arte.

La sua avventura alquanto singolare ma piena di riconoscimenti e di successi ha inizio negli anni ’30 quando, appena finito le scuole elementari, Peter incontrò il compianto Don Michele Santopietro, sacerdote ortese che apprezzò la sua voce bianca e squillante e lo aiutò a terminare gli studi e diplomarsi presso il Conservatorio di Foggia sotto la guida del mirabile maestro Umberto Giordano.

Appena diplomato, nel 1940 fu chiamato in guerra, combattuta in Albania, Grecia e Jugoslavia per 5 anni; al ritorno a Orta Nova, tra tanti problemi, la sua ambizione artistica non svanì.

Mise in piedi un complesso con alcuni suoi amici, guadagnandosi da vivere, suonando ai matrimoni degli ortesi. Ad uno di questi sposalizi Peter incontrò un certo Dott. Torraco che si complimentò per la sua voce egli propose di partecipare ad un famoso concorso canoro, “Il Paradiso dei dilettanti, Peter lo vinse. E così fu chiamato a far parte della famosa orchestra “Carlo Vitale” della Rai di Bari. Essendo sposato, però, la moglie Francesca non volle più che Peter cantasse lontano da casa.

Ma il ritorno ad Orta Nova spezzava le ali a Peter e non gli permetteva di condurre una vita dignitosa. Così, come molti altri in quegl’anni, con in mano una sola valigia di cartone e nulla più, prese la decisione di trasferirsi al Nord, a Torino. Qui incontrò un suo carissimo cugino, Antonio Di Dedda, che lo indirizzò a partecipare a un concorso al teatro Regio di Torino come corista. Per 12 anni il coro del teatro  Regio ebbe, per la prima volta, una splendida voce pugliese.

Con orgoglio che contraddistingue i meridionali, il nostro cantante ortese iniziò a guadagnarsi da vivere, insegnando canto ed esibendosi nelle piazze torinesi. Il nome Peter Maglio diventò sempre più famoso, giorno dopo giorno; la sua celebrità lo portò a stringere rapporti amichevoli e a duettare con personaggi illustri del calibro di Nilla Pizzi, Claudio Villa e Achille Togliano. Scavando nei suoi ricordi, mostra delle foto ingiallite e con orgoglio ci confessa: “Professionisti come questi non ne sono nati più ed io ho avuto l’onore di cantare insieme a loro”.

Ben presto, però, l’occasione della sua vita si presentò inaspettatamente e il nostro artista fu costretto a lasciare Torino per un pò. Negli anni 50, infatti, fu ingaggiato da un impresario straniero che lo portò a calcare palchi di tutto il mondo. Le luci della ribalta lo portarono a sostenere tournée a livello mondiale: Venezuela, Brasile, Canada, Francia, Argentina, Svizzera; tutti Paesi che poterono ascoltare ed apprezzare la sua voce calda, melodiosa e traboccante di emozioni.

In questi anni, Peter si affermò come artista di fama internazionale; anni in cui incise canzoni che lo portarono a vincere 6 dischi d’argento e 5 dischi d’oro. 

Dopo aver interpretato le più belle melodie della musica classica italiana e napoletana per 70 anni e dopo aver inciso più di 900 canzoni, vincendo innumerevoli premi, Peter Maglio svolge ancora la sua attività canora tutt’oggi, qui ad Orta Nova.

A 90 anni suonati, ascoltandolo nel su studio di incisione, riesce a scaturire emozioni forti, che come egli stesso afferma “i cantanti di oggi non sanno provocare più verso chi li ascolta”. Il segreto della sua vitalità e giovinezza è proprio la musica che gli dà la carica e la passione che lo porta a smanettare con computer e amplificatori, con la dimestichezza di un adolescente. 

Tra una foto in bianco e nero e un’articolo di giornale sgualcito, Peter sembra rivivere quegl’anni di successi. Proprio negli anni 50, 60 e 70, Peter raggiungeva il culmine del successo tanto da riuscire a portare le telecamere della Rai sul municipio di Orta Nova per una sua esibizione; proprio Orta Nova, terra da cui non si è mai staccato completamente, dove oggi vive e dove da anni, ormai, è snobbato nonostante la sua gloriosa carriera.

Infatti ci confessa amareggiato: “Credevo che tornando da Torino, mi avrebbero riconosciuto qualche merito, ma così non è stato. Orta Nova, senza nessun attacco diretto a persone o istituzioni, è un paese che non sa riconoscere i professionisti e questo mi dispiace”. Dopotutto il nostro cantante è convinto, con tutta la sua esperienza, che “la musica non delude mai a differenza degli uomini”.

Se gli si chiede cosa si aspetta ancora dalla vita, Peter, con aria fiera, risponde: “Credo che alla mia vita non posso chiedere più niente (anche se ha ancora energia da vendere, n.d.r.). Comunque spero che i miei concittadini e la pubblica opinione riconoscano i miei sforzi, compiuti nella mia vita, per portare in alto il nome del mio paese e capiscano che la tanto rivendicata cultura la si deve riconoscere e omaggiare sempre, invece che farla cadere nel dimenticatoio”.

Vincenzo Cannone, da L’Ortese, anno VIII n.12

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