Il pasticciaccio brutto della biblioteca di Carapelle. Realizzata, inutilizzata e in vendita.

biblioteca26A Carapelle tiene banco la questione legata alla Biblioteca Comunale. Infatti l’amministrazione guidata da Remo Capuozzo ha approvato con delibera di Giunta n. 47 del 22/09/14 il piano delle alienazioni immobiliari, comprendente la vendita anche dei locali attualmente adibiti a biblioteca comunale e situati in via Ciano, tramite asta pubblica, prezzo base a corpo 369.279,00 euro e cauzione 36.929 euro (pari al 10%).

Il bando, la cui scadenza è prevista per il 4 novembre, è stato emanato perché la struttura “prevede dei costi di gestione inutili e dannosi per la comunità: inoltre non è mai stata utilizzata, in quanto ci sono pochissimi libri e c’è solo una postazione internet” fa sapere il primo cittadino.

Gli fanno eco le parole dichiarate dall’Assessore al Tempo Libero Antonio Capotosto, che nella delibera di consiglio comunale dichiarò di “aver visto nascere la biblioteca, ma non ho mai visto entrare un ragazzo; il Comune spende soldi per la vigilanza dell’immobile e manutenzione e la vendita è necessaria per avere entrate stante la difficoltà di bilancio”.

L’immobile fu realizzato dalla precedente amministrazione guidata da Alfonso Maria Palomba, che si dice “preoccupato e amareggiato, perché il sindaco vuole colpire, assieme all’incapacità di rendere fruibile l’auditorium (400 posti a sedere) il mio operato: la biblioteca di fatto ci è costata zero euro perché insediata su un terreno permutato ed è impensabile deciderne la chiusura perché è il luogo per eccellenza della cultura oltre che un punto di ritrovo per le giovani generazioni di studenti carapellesi; oltretutto adesso rischia di perdere il finanziamento dei progetti provinciali Sistema Biblioteca e Aracne, che hanno dotato la biblioteca di arredi e libri”.

“Capuozzo” prosegue l’ex primo cittadino “con questo provvedimento si dimostra recidivo: già nel 1999, quando era sindaco, decise di abbattere il plesso dove c’era la biblioteca e la trasferì all’interno della Scuola Media, rendendola di fatto inutilizzabile”.

Pende però, come una spada di Damocle, un contenzioso su quel terreno tra amministrazione comunale e l’impresa edile Palmieri: l’accordo prevedeva infatti la realizzazione in quella zona anche di un centro commerciale e della caserma dei Carabinieri ma i lavori non sono mai partiti per disguidi burocratici che hanno determinato la mancata di autorizzazione a costruire.

Inaugurata nel marzo 2012 e intitolato a Francesco Nicola De Dominicis, primo amministratore del centro del Basso Tavoliere, la struttura è stata gestita di fatto fino a maggio 2013, all’indomani delle elezioni amministrative, da studenti carapellesi laureati in Lettere e dai volontari dell’associazione Exsperia Genius Loci che vi hanno organizzato diverse attività, come uno sportello informativo sul piano straordinario del lavoro della Regione Puglia e attività di doposcuola a oltre sessanta studenti carapellesi delle scuole Primaria e Medie a titolo gratuito.

Subito dopo la sua nomina a sindaco, “Capuozzo ci ha sfrattati per ricognizione d’uso di tutte le associazioni culturali” dice la presidente di Exsperia Maria Rosa Ciavarella “e oggi apprendiamo addirittura della volontà di vendere quei locali: è un grave affronto alla cultura, non possiamo comprendere questo diktat!”.

Il piano delle alienazioni prevede poi la vendita anche di due locali situati in via Sabauda e oggi utilizzati dalle associazioni di volontariato di Carabinieri e Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra, prezzo base 30.000 euro. In tempo di crisi, c’è chi ritiene sia tutto in vendita. Pur di far cassa.

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