La storia di Rosa, che ha sconfitto la “spina” di una brutta malattia

Una banale caduta dalla bicicletta, i raggi e una diagnosi impietosa: in un attimo a Rosa è caduto il mondo addosso. 17 anni, una promozione al Quinto Superiore ancora da conquistare e tanti sogni nel cassetto fino a una terribile scoperta che le ha segnato la vita.

“Hai un condrosarcoma alla spalla, un raro tumore che colpisce la cartilagine delle ossa, mi fu detto dai medici: da quel momento è iniziata la mia battaglia contro il brutto male”.

Se abbiamo deciso di raccontarvi la storia di Rosa, giovane ortese di 25enne dall’energia esplosiva, è perchè incosciamente è stata lei stessa a ispirarci.

Su facebook qualche giorno fa abbiamo letto questo suo post:

«Cancro = Morte. Era davvero proprio così? Non poteva essere…
Io avevo ancora troppo da fare, da vedere, da amare, da odiare, da rimpiangere, da rimordere perché tutto finisse così. Proprio allora, agli inizi di tutto, sentii dentro una voce che mi diceva: “Tu ce la farai, tu non morirai, tu lo sconfiggi”
E anche nei momenti di malinconia e tristezza che non tardarono ad arrivare, chiudevo gli occhi e ripetevo “Io ce la faccio. Io vinco”». 
A 17 anni (8anni fà), nel pieno della vita e con un futuro ricco di aspettative,
da una semplice caduta di una bicicletta scoprì… un condrosarcoma un tumore raro… dopo una lunga battaglia, ho VINTO IO!!!!
«Darei la vita per non morire»
«Il nero nel mare lo vedi solo se ti fissi. Io preferisco concentrarmi sul movimento delle onde mai uguali fra loro, sul loro profumo. Sul blu meraviglioso»
.

rosa troitoImpossibile quindi resistere dal contattarla per farci descrivere da lei le sofferenze, i dolori, ma anche il coraggio e la gioia di non mollare per sconfiggere un tumore.

“Dopo la biopsia, mi sono subito operata al CTO di Torino per un trapianto sperimentale di osso, uno dei primi casi in Italia: per fortuna l’operazione è perfettamente riuscita e ho anche fatto in tempo a tornare a scuola prima di giugno per fare gli ultimi compiti e interrogazione” racconta con entusiasmo.

“Ho sempre cercato di farmi forza e darla anche a chi mi era accanto, in primis i miei genitori, perché avevo troppa voglia di continuare a vivere” prosegue, ricordando poi le preoccupazioni di parenti e amici. “Tanta gente ha pregato per me nei giorni antecedenti l’intervento e credo che qualcuno da Lassù mi abbia davvero dato una mano”.

Successivamente Rosa ha dovuto sottoporsi ad altre due operazioni chirurgiche e costantemente deve effettuare delle visite di controllo.

“Ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicini in quei giorni così difficili e soprattutto la donatrice di osso: se sono viva lo devo a lei!” mi dice prima di rivolgere un consiglio a chi è logorato da dolori fisici: “Non bisogna mai perdere la speranza di farcela, la medicina sta facendo passi da gigante e molte malattie sono guaribili: è fondamentale non lasciarsi andare alla tristezza, ma affrontare ogni giorno con entusiasmo e coraggio”.

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