Orta Nova, la rabbia dell’ex assessore Gallo: “Tarantino un traditore, noi continueremo a stare tra la gente”

Li chiama “Braccio Armato” e “Arsenio Lupin” gli amministratori più vicini a Dino Tarantino, capaci di determinarne le scelte e spingere verso la recente revoca dagli incarichi assessorili.

Gerardo Gallo ieri sera si è presentato in Piazza Nenni assieme all’ex collega Rosangela Giannatempo e ai consiglieri comunali in quota Udc Antonio Vece e Giovanni Molfese, per raccontare la propria rabbia “ma senza rancore, abbiamo signorilità politica” per una decisione che ha fatto discutere.

Oltre a lui ha parlato davanti a un pubblico numeroso, nonostante la pioggia, l’on. Angelo Cera, ancora una volta protagonista col suo partito di un repentino colpo di scena come già accadde nel 2011 con la piddina Maria Rosaria Calvio.

“A noi interessa stare tra la gente e spiegare i fatti, non chiuderci nella torre d’avorio come invece ha fatto questa amministrazione” esordisce l’ex assessore ai Lavori Pubblici.

“Subito siamo stati massacrati, basti pensare alla vicenda Tarsu 2011 che ha coinvolto anche il sottoscritto (ma ho esposto denunce perché ho regolarmente pagato la quarta rata): abbiamo chiesto un confronto civile e democratico, ma sembrava avessimo leso la maestà di qualcuno. E siamo passati da chi voleva capire la situazione a imputati, persone scomode che voleva creare problemi alla Maggioranza”.

Quindi arriva il commento sulla motivazione della revoca: “Con un comunicato il sindaco ha dichiarato che non abbiamo preso le distanze dal comizio di Vece: siamo all’assurdo, non c’è peggior bugiardo di chi mente sapendo di mentire perché tu il documento di revoca lo avevi pronto già da novembre”.

Sul suo incarico assessorile, Gallo precisa di aver “sempre aggiornato Tarantino su ogni passo, su ogni decisione, nonostante qualche consigliere parlasse di mancanza di concertazione: il bando di gara per il centro diurno è partito due mesi dopo, solo perché qualcuno pensava ad altre cose o aveva preso l’impegno sotto gamba. Non ho mai scavalcato la figura del sindaco, anzi gli abbiamo dato lustro e credibilità: con il nostro impegno abbiamo ad esempio avuto un finanziamento di 3 milioni di euro per la messa in sicurezza dal rischio idraulico”.

Poi la denuncia: “su una gara due persone dissero al burocrate di non preoccuparsi, perché chi vince vince provvediamo noi. Raccontai l’episodio al sindaco e gli consigliai cosa fare per andare avanti: o resti coi ladri di galline oppure scegli la strada di ascoltare la gente, altrimenti un giorno tradirai qualcuno di noi. Cosa che puntualmente si è verificata, rovinando di fatto un’amicizia di 53 anni”.

Infine l’attacco diretto al primo cittadino ortese: “Sei morto politicamente facendo entrare dalla finestra (Moscarella, ndr) chi era stato sconfitto sia del 2011 che nel 2014: la gente ti sta giudicando come un bluff e una grandissima delusione. Controlleremo il tuo operato, perché la motivazione della nostra revoca è falsa e dovevi scendere in piazza a raccontare la verità, anche eventuali pressioni che hai subìto”.

Successivamente è intervenuto Angelo Cera, “sfortunato” politicamente nelle alleanze con gli ultimi due sindaci ortesi, che non ha risparmiato bordate a Dino Tarantino.

“Hai narcotizzato questa città, rimani sempre un secondo perché il primo ancora una volta lo scelto hai tu, collocando nella tua squadra una persona sconfitta che non ti ha nemmeno voluto dare il simbolo di Forza Italia”, spiega, ponendosi poi delle domande. “Hai bisogno di un padre putativo che ti accompagni? La sconfitta è la tua, non dell’UDC. Che ne sarà di un’amministrazione che ha cambiato colore? Non è onestà comportamentale, il sindaco deve segnare un rapporto fiduciario con i propri cittadini, non un tradimento”.

Infine Cera ha svelato un interessante retroscena: “Alle elezioni provinciali, ti chiedemmo di fare un regalo a Orta Nova, ossia di candidarti assessore con il nostro simbolo, ma non hai accettato perché dovevi correre dietro a Forza Italia”.

E domani il valzer dei comizi pubblici vedrà come protagonista il consigliere comunale di Minoranza Lorenzo Annese.

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